Venerdì 10 – Domenica 12 Ottobre 2008

Le Touring nelle Terre dei Laghi
Garda – Idro – Ledro – Val Vestino

Evidentemente qualche socio del Registro Internazionale Touring Superleggera deve aver trovato il modo di fare un patto speciale con Giove Pluvio, perchè bisogna risalire alla primavera del 2005 per trovare l’ultimo raduno “bagnato” (allora sopra Biella abbiamo trovato anche la neve!!!).

Giornate di sole, quindi, sulla Gardesana Occidentale e sui monti limitrofi, teatro del Raduno d’Autunno. Nel primissimo pomeriggio di Venerdì 10 Ottobre, rendez-vous di vetture e partecipanti a Gardone Riviera, sulla riva occidentale del Lago di Garda, presso l’Hotel Ville Montefiori, un complesso in stile Liberty, immerso nel verde e nel silenzio, rotto solo dai nostri “tubi di scappamento”.

Le vetture, una quindicina, offrono un bel colpo d’occhio e fra esse spicca l’Alfa Romeo 6c 2300 “tipo Pescara”, del 1935. Le fanno buona compagnia una AR 2500 S Cabriolet costruita a fine conflitto, una AR 2500 SS Aerlux del 1948, quindi AR 1900 SS 2a e 3a serie, varie Lancia Flaminia, AR 2000 e 2600 spyder e Lamborghini 400 GT .

La prima parte del pomeriggio vola via nella visita al Giardino Botanico A. Hruska, della Fondazione André Heller. Uno splendido sole filtra fra i rami di piante endemiche ed esotiche, con giochi di luce e colori, lasciando ben immaginare quale dovrebbe essere, a primavera, lo splendore della fioritura di azalee e rododendri. Si prosegue quindi percorrendo i pochi chilometri della SS 45 bis “Gardesana Occidentale” fino a Maderno sul Garda, dove visitiamo un antico, ma ben modernizzato, oleificio. Questa del Garda è infatti una delle zone più rinomate per la produzione di olio extravergine d’oliva, che nulla ha da invidiare ai più conosciuti oli toscani, liguri o pugliesi.

Verso sera, percorriamo una divertente e sinuosa strada in salita, fino a S. Michele di Gardone Riviera. Peccato che ormai è sceso il buio e la foschia autunnale ci lascia solo immaginare il panorama sul sottostante Lago di Garda. Ci consoliamo con una magnifica cena a base di carne varia allo spiedo.

La mattina di Sabato 11 Ottobre spalanchiamo le finestre sulla vista del lago con l’insenatura di Salò, chiusa dall’Isola di Garda, illuminata dal sole sorto da poco. Alle 9,00 pronti? Via!. Percorriamo nuovamente la Gardesana Occidentale, punteggiata dalle numerosissime gallerie, costruite da Mussolini in pochissimo tempo durante i primi mesi della seconda Guerra Mondiale. Infatti fornivano una perfetta protezione dai bombardamenti e vennero usate come garage/officina per assemblare i motori Isotta Fraschini destinati ai veicoli militari pesanti e da combattimento. Prima della guerra i collegamenti stradali erano molto precari e il mezzo di trasporto più comodo era il battello-postale.

Arriviamo in breve tempo a Limone sul Garda. La cittadina, adagiata sul lago e protetta dai venti di Nord-Ovest da rocce a strapiombo, gode di un microclima temperato che ha favorito la coltura dei limoni fin dai primi anni del 1600. Ma l’origine del nome è molto più antica e “Limon” appare in un documento del X secolo e sembra derivato dalla parola celtica “lemos”, che significa “olmo”. Su centinaia di terrazze affacciate sul lago, nacquero e si svilupparono le limonaie, strutturate con sapienti impianti di irrigazione con acqua incanalata per caduta e coperture in legno componibili per proteggere le piante dal freddo durante la stagione invernale. I limoni prodotti erano destinati sopratutto all’esportazione nell’impero Austro-Ungarico, fino alla prima guerra mondiale. Dopo un rapido declino provocato dalla spietata concorrenza siciliana, alcune limonaie sopravvivono grazie alla cura di privati ed enti locali. Noi abbiamo visitato, con estremo interesse, la Limonaia del Castel, gestita dal Comune di Limone.

Dopo la visita, ripartiamo verso Riva e da qui, attraverso una lunga galleria, entriamo nella Val di Ledro, che percorriamo fino alle rive del Lago omonimo, subito dopo Molina. Parcheggiamo le vetture e andiamo a visitare l’insediamento palafitticolo dell’età del bronzo, che risale a più di 4000 anni fa, scoperto casualmente negli anni 30, a seguito di un abbassamento delle acque del lago, dopo la costruzione di una condotta idroelettrica. Vi sono alcune capanne ricostruite e arredate con oggetti e suppellettili, copie di altrettanti trovati nel sito dagli archeologi e in gran parte conservati in un piccolo, ma ricco museo. Fra di essi alcuni archi da caccia: sono stati riprodotti ed è stato costruito un angolo per il tiro a segno che ha normalmente molto successo con i ragazzi delle scuole in visita al museo. Però, anche alcuni di noi si divertono, e non poco, a provare un tiro !!!…

Proseguiamo, quindi, costeggiando il lago, sorpassiamo Bezzecca (celebre per il famoso “obbedisco!” di Garibaldi, nel 1866), scendiamo la Val D’Ampola lungo la statale tortuosa e divertente, sopratutto con lo scarso traffico. Dopo Storo (buona la farina integrale da polenta!!) percorriamo per alcuni chilometri la statale che porta a Madonna di Campiglio e ci fermiamo a pranzare in una trattoria tipica in località Casina dei Pomi.

Dopo la sosta, discendiamo la Val Chiese, costeggiamo il Lago d’Idro e alla fine del lago svoltiamo a sinistra, attraversiamo l’abitato di Idro e risaliamo la bellissima valle che porta al passo di Capovalle. Strada in salita, ma ampia e ben tenuta, poco trafficata, perciò divertente da guidare. Arrivati in cima, superiamo alcuni villaggi (Viè, Vico) che sembrano fermati nel tempo e scendiamo in Valvestino. Ad un certo punto della valle, fra ripidi pareti boscose, c’è il lago Valvestino, artificiale, sbarrato da una ardita diga; qui la strada attraversa un ramo del lago su un ponte ad arco di cemento armato, ottimo per le foto di rito. Da qui rientriamo a Gardone, ormai all’imbrunire. Prima di cena ha luogo l’Assemblea biennale del Registro Touring Superleggera con l’elezione del nuovo consiglio direttivo. Segue una magnifica cena, con abiti formali, ma molto rilassata e piacevole.

Domenica 12 si apre con lo stesso scenario sul lago, ammirato dai più che hanno ignorato il Gran Premio del Giappone di Formula 1…. Partiamo verso le nove e percorriamo strade secondarie verso sud, fra vigneti e uliveti, in direzione Desenzano, con pochissimo traffico, se si eccettuano alcune corse ciclistiche e podistiche per ultradilettanti. Arriviamo a San Martino della Battaglia, teatro, insieme alla vicina Solferino, dell’ultima, cruentissima, ma decisiva battaglia conclusiva della seconda Guerra d’Indipendenza, nel 1859. Un gentile professore di liceo ci accompagna a visitare la torre/mausoleo commemorativa di Vittorio Emanuele II. Sulla sommità, con uno splendido panorama sulla campagna circostante, la foto ricordo di gruppo è di prammatica. Poi visita al Museo e all’Ossario. Altre foto alle vetture con la torre sullo sfondo e, dopo un breve percorso su strade secondarie, pranzo finale in una trattoria tipica, in località Madonna della Scoperta. Verso le 16, rompete le righe e arrivederci al prossimo Raduno.

Giovanni Bianchi Anderloni

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