Quaderni del Registro

Il Registro Internazionale Touring Superleggera spedisce periodicamente in omaggio ai soci uno stampato che va da 40 a 80 pagine, in formato ridotto ridotte per permettere una facile spedizione postale.
Ogni Quaderno tratta, in italiano ed inglese, di una diversa vettura carrozzata Touring, con articoli originali (primi 19 numeri) dell’ing. Carlo Felice Bianchi Anderloni, figlio del fondatore, ed a suo tempo direttore della stessa Touring, dell’ing. Giacomo Tavoletti, studioso e ricercatore nel settore delle auto storiche.
A partire dal n° 31, i quaderni sono concepiti, scritti e composti dall’Ing Giovanni Bianchi Anderloni, figlio e nipote, rispettivamente, di Carlo felice e di Felice Bianchi Anderloni.

Quaderni del Registro Touring Superleggera

Numero: 1  |  Anno: 1995  |  28 Pagine  |  8 foto B/N

E’ stato il primo quaderno, infatti parlando con Carlo Felice Bianchi Anderloni ci chiedevamo cosa avremmo potuto scrivere su quello che si programmava come un libretto periodico da inviare ai soci.  Io proposi di scrivere su ogni libretto qualcosa, possibilmente inedito, su una sola fra le vetture carrozzate Touring Carlo Felice allora disse: iniziamo allora da quello che abbiamo prodotto quando non si potevano costruire automobili e cioè durante l’ultima guerra. Dove erano i nostri clienti? Ci restava l’aeronautica che chiedeva qualcosa di congeniale con il nostro brevetto di “superleggera”: le gondole dei motori, le carlinghe, le coperture aerodinamiche delle ruote dei carrelli non ancora retrattili degli aerei e non solo questi.

Numero: 2  |  Anno: 1996  |  32 Pagine  |  9 foto B/N  |  1 foto Colore

Alla ricerca di qualcosa di originale, anche per aumentare il numero di pagine dei nostri quaderni, Bianchi Anderloni suggerì: parliamo della Hudson che ci commissionò un modesto numero di carrozzerie per una delle più lussuose automobili del dopoguerra.  Qualcosa di simile a quello che fece Pininfarina per la Cadillac.  In effetti si trattava di ricevere dei telai completi su cui montare una nostra bellissima carrozzeria. Non andò esattamente così a partire dalla prima automobile di serie che la Hudson ci spedì come campione della loro produzione da provare su strada e per studiare come sostituire il suo aspetto e poi restituirla.  Con tutte le avventure che seguirono.

Numero: 3  |  Anno: 1996  |  56 Pagine  |  18 foto B/N  |  3 foto Colore

Dagli incontri e dalle conversazioni avvenuti in treno, al ritorno dal salone di Ginevra, ai viaggi in Inghilterra, dall’esame del modello DB2, ormai obsoleto, dell’Aston Martin all’idea di Carlo Felice e della sua staff di figurinisti e disegnatori, fino alla realizzazione di una vettura stupenda per David Brown e, in attesa della sua messa in produzione, i suggerimenti per rendere migliore la vettura ancora in produzione. Seguirono la DB4, la DB5 e la DB6. Non solo ma un film famoso di James Bond fece una straordinaria pubblicità a livello mondiale all’Aston Martin DB5 ed alla Carrozzeria Touring.

Numero: 4  |  Anno: 1997  |  56 Pagine  |  20 foto B/N  |  3 foto Colore

In Europa, alla fine della guerra, l’industria automobilistica incomincia a risorgere con la ricostruzione degli stabilimenti. In Spagna, nonostante la non belligeranza, non c’erano progetti, non c’erano linee di produzione, non c’era altro che una piccola economica vetturetta. Le autorità cercarono allora un progetto che potesse far conoscere la Spagna nel mondo. L’iniziale carrozzeria di serie non bastava per questo scopo..  Si ricorre alla Carrozzeria Touring. Nei saloni del 1952 a Parigi e Londra la nuova carrozzeria è un successo ma purtroppo la Enasa, incaricata della produzione e della fabbricazione delle carrozzerie su licenza, dopo l’ultimo salone del 1956, rinuncia alla produzione della Pegaso per passare agli autocarri.

Numero: 5  |  Anno: 1997  |  52 Pagine  |  16 foto B/N  |  3 foto Colore

Negli anni ’40 i risultati migliori nelle gar Categoria Sport di maggior richiamo, venivano ottenuti da vetture con carrozzeria Touring. Anche la BMW si rivolse alla Touring e poi vinse la Mille Miglia del 1940. raggiungendo l’obiettivo che si era proposto con la 320 sei cilindri 2.000 cc.  La cosa non finì qui perché l’Alfa Romeo 2500 vinse la Tobruk-Tripoli.La BMW volle fare di più e la Touring fece la sua parte con successo, come qui descritto.

Numero: 6  |  Anno: 1997  |  48 Pagine  |  14 foto B/N  |  3 foto Colore

Il telaio (188 esemplari) era disponibile nelle versioni a passo lungo e passo corto, in  modo da poter supportare carrozzerie spider 2 posti, spider 4 posti o berline, fabbricate in tutte le fogge possibili da diversi carrozzieri.  Touring fra l’altro, realizzò nove carrozzerie Le Mans, con alluminio e materiali leggeri. Cinque di queste vetture, su telaio lungo del 1931, furono targate nello stesso giorno con numeri progressivi. Una di queste vetture, targata ma priva della carrozzeria tipo Le Mans, si trova oggi nel Museo delle Comunicazioni ed è stata dotata della carrozzeria cabriolet Pininfarina proveniente da un esemplare perfetto messo all’asta da Gregor Fisken il cui proprietario aveva smontato il telaio per accorciarlo e farne uno Spider MM. La Touring, da parte sua, disegnò magnifiche vetture tenendo conto della lunghezza del cofano che copriva un 8 cilindri  e di un abitacolo relativamente corto.

Numero: 7  |  Anno: 1998  |  52 Pagine  |  19 foto B/N  |  4 foto Colore

L’avvocato Bianchi Anderloni con il suo passato sportivo  e con la sua esperienza sulle vetture di grande livello si trovava nella situazione migliore per intraprendere la strada  delle innovazioni a partire dal primo problema: quello del peso delle vetture, il primo ostacolo al raggiungimento di maggiori velocità. Charles Torres Weymann nello stesso periodo stava affrontando lo stesso problema.  Iniziò a sostituire la copertura in lamiera delle scocche in legno con coperture in finta pelle o pegamoide e poi volle risolvere il problema degli incastri fra le varie parti in legno della struttura per evitare che, col tempo  iniziassero a scricchiolare ed inoltre un migliore fissaggio al telaio.  In Italia intervenne Bianchi Anderloni che ottenne la licenza Weymann per la Lombardia  con tutto quello che seguì.

Numero: 8  |  Anno: 1998  |  68 Pagine  |  21 foto B/N  |  3 foto Colore

Dopo la morte del padre Felice Bianchi Anderloni, tutto il peso della Carrozzeria Touring cadde sulle spalle del figlio Carlo Felice. Proprio in quel periodo Enzo Ferrari cercava di fabbricare qualche vettura, anzi almeno una decina, da portare nelle gare più celebri per dimostrare che la Ferrari  ormai produceva automobili.. Vetture leggere, aerodinamiche, veloci, diverse da tutte le concorrenti. Così prese contatto con la Touring Superleggera. Ecco allora la preoccupazione di Carlo Felice. Era il suo primo importante progetto dopo la gestione di suo padre, se avesse sbagliato avrebbe perduto la fiducia non solo di  Enzo Ferrari ma di molti altri clienti a partire dall’Alfa Romeo. Bianchi Anderloni, Chinetti,  Keith Bluemel e Gianni Agnelli scrivono la storia della “barchetta”.

Numero: 9  |  Anno: 1998  |  76 Pagine  |  30 foto B/N  |  3 foto Colore

Storia dei rapporti fra la Touring Superleggera ed il Gruppo Rootes  1961-1966.  Una mattina della Primavera del 1961 si presentò negli uffici della Carrozzeria Touring un impeccabile giovane signore, era il Direttore Generale della nuova sede per l’Italia del Gruppo Rootes, uno dei più noti produttori di automobili con sede in Inghilterra.  Seguirono altri incontri con Lord Rootes e furono definiti gli accordi: stilizzare e costruire su meccanica Sunbeam una comoda berlina, tutta da assemblare in Italia, assemblare lo spider modello Sunbeam Alpine ed assemblare il modello Hillman, sempre con modifiche esterne dettate dalla Touring.  Lord Rootes invitò Bianchi Anderloni a casa sua, a Londra e ciò fece scalpore perché Lord Rootes invitava a casa sua, e molto raramente, solo persone di suo alto gradimento. Da qui comincia una storia che ebbe ripercussioni su tutto il futuro della Touring Superleggera.

Numero: 10  |  Anno: 1999  |  60 Pagine  |  19 foto B/N  |  8 foto Colore

Mentre Bianchi Anderloni stava impostando il progetto di un nuovo tipo di carrozzeria per l’Alfa Romeo, per sostituire l’anziana 1900, gli capitò di sfogliare un libro sulla navigazione a vela  abbastanza per farsi un’idea di come sviluppare il progetto e di come chiamare il nuovo modello.   Il “Praho” noto ai pirati della Malesia col nome di Flying Prahu era un vascello veloce, costruito per attaccare i mercantili nei periodi di bonaccia.  Così il nuovo modello ebbe il lunotto posteriore concavo simile alla sagoma dall’imbarcazione pirata. Poi si aggiunsero altri dettagli che ne fecero una vettura laboratorio che sopravvisse fino ai giorni nostri.

Numero: 11  |  Anno: 1999  |  40 Pagine  |  12 foto B/N  |  3 foto Colore

E’ un fatto curioso che Lagonda, la più inglese delle marche automobilistiche fosse fondata da un americano dell’Ohio, Wilburn Gunn, ed il nome Lagonda  deriva da un nome indiano pellerossa Shawnee Ough Ohonda che significa “Corna di cervo”.  I francesi giunti in America deformarono il nome di una insenatura così chiamata in La Ohonda.  Così la fabbrica di Gunn prese il nome di Lagonda Engeneering Company.  A questo punto inizia la produzione di una serie di vetture innovative fino alle competizioni nel Tourist  Tropheum e Le Mans.  Qui si narrano le avventure, i modelli che si susseguirono quanto le persone che si alternarono alla guida della società, fino all’acquisto da parte di David Brown dell’Aston Martin che già conosceva la Touring. Nacque la Rapide, elegante carrozzeria  “Superleggera” in alluminio.

Numero: 12  |  Anno: 1999  |  64 Pagine  |  18 foto B/N  |  8 foto Colore

Bristol Aeroplane Co. + Frazer Nash + BMW  associati diedero origine alla Bristol Motor Car. La Bristol era una importantissima fabbrica inglese di aerei che hanno tanto contribuito  al trionfo della RAF sull’aviazione tedesca. Alla fine della guerra si è trovata nella necessità di convertire gli stabilimenti alla produzione di pace. Fu la Frazer Nash a portare la Bristol sulla produzione di automobili favorendo un incontro con la Touring che già aveva realizzato per la BMW la carrozzeria di vetture dimostratesi vincenti. Nascono progetti, incontri, modellini studiati nelle embrionali gallerie del vento .  La Touring disegnava al vero tutta la carrozzeria, eravamo nel 1947 ed anche ogni particolare per la vettura che la Bristol avrebbe poi realizzato e montato  sulla base del primo esemplare costruito dalla Touring a Milano.

Numero: 13  |  Anno: 2000  |  76 Pagine  |  29 foto B/N  |  23 foto Colore

Nel 1935 l’Alfa Romeo diede alla Touring l’incarico di studiare e poi realizzare una vettura che potesse imporsi nelle nuove categorie del regolamento sportivo per vetture da competizione a guida interna. In altre parole realizzare una vetture ben profilata, con carrozzeria estremamente leggera, in grado di arrivare con la sua carrozzeria intatta al traguardo della Mille Miglia. Con questo progetto la Carrozzeria Touring inventa un nuovo sistema di carrozzeria Superleggera: abolire la struttura in legno sostituendola con una gabbia di tubi in acciaio al Cromo-Molibdeno di piccolo diametro e saldati fra loro, come negli aerei. La lastratura è in alluminio puro o in leghe ad alta resistenza.  Le berlinette 6C 2300 e 2500 furono le prime vetture  Alfa-Touring costruite in serie e le loro linee stilistiche rimasero valide fino al 1950 quando l’Alfa Romeo mise in produzione un altro modello.  Nelle ultime pagine sono riportati i numeri e la data di ogni modello prodotto.

Numero: 14  |  Anno: 2000  |  52 Pagine  |  27 foto B/N  |  2 foto Colore

Diceva Bianchi Anderloni: L’inizio dei rapporti con una fabbrica per la quale non si è mai collaborato è come aprire una scatola a sorpresa; se poi la fabbrica è completamente nuova è anche un gioco al lotto.  Lamborghini dopo aver acquistato e sperimentato delle Ferrari aveva deciso di fabbricare lui stesso una Gran Turismo che superasse le Ferrari. Lamborghini parlò con Carlo Felice della sua vita, della fabbrica di trattori, di quella dei bruciatori, ed altro. Proseguirono gli incontri fino alla fabbricazione della carrozzeria definitiva esposta al salone di Ginevra del 1964.  Innumerevoli sono le descrizioni delle conversazioni, delle modifiche, delle visite alla Touring per terminare con il  modello “Tigre” da parte della Touring, che avrebbe vestito l’ultima creazione di Lamborghini, che poi uscì col nome di “Miura” carrozzata da Bertone.

Numero: 15  |  Anno: 2000  |  80 Pagine  |  20 foto B/N  |  16 foto Colore

Il testo inizia con la descrizione della vettura 8A carrozzata con il sistema Weymann nel 1927 dalla Touring che ne aveva ottenuto la licenza per la Lombardialla fabbricazione della carrozzeria definitiva esposta al salone di Ginevra del 1964. .e 2° di categoria al concorso di eleganza a Milano. Gli studi della carrozzeria per questa vettura veramente imponente furono molteplici. Anche lo stile “flying Star” con i colori blu e rosso e poi bianco trova posto in questa rassegna L’Isotta Fraschini superava ogni altra vettura per eleganza, dimensioni, finiture di lusso estremo, tanto che i personaggi di Holliwood dovevano necessariamente viaggiare su questa vettura. Notevoli le due guide interne a 2 e 4 porte del 1931. Poi l’Isotta Fraschini fu impegnata nella fabbricazione di motori per aerei ed imbarcazioni, in preparazione della seconda guerra mondiale.  Per sfuggire ai bombardamenti la fabbricazione dei motori proseguì nelle gallerie che ancor oggi costeggiano il lago di Garda lungo la sponda sinistra.

Numero: 16  |  Anno: 2001  |  68 Pagine  |  19 foto B/N  |  15 foto Colore

L’Alfa Romeo 6C 1500 nasce nel 1927, l’Alfa Romeo 6C 1750 nasce nel 1929 e sarà prodotta fino al 1932. Se vi è una differenza fondamentale fra le due serie di carrozzerie questa  è  nello studio dell’aerodinamica: abolizione di spigoli inutili, cura nei raccordi delle linee, cristalli il più possibile a filo. Una berlina Touring che ancora oggi, appare  più leggera, più bassa e più agile di gran parte delle berline di oggi.  Il parabrezza inclinato poteva essere aperto per ventilare l’interno. I parafanghi si allungavano sino all’inizio della pedana. Ed ancora in questo quaderno vediamo le alfa 1750 Gran Sport con un profilo di flying star fino alla carrozzeria Tip Top  con la maniglia solo sulla porta anteriore mentre la seconda porta  si apre con un dispositivo nascosto. E la bellissima Fugientem Incurro Diem dal tetto arcuato ed altrettanto  i cabriolet a due o quattro posti. C’è tanto da imparare.

Numero: 17  |  Anno: 2001  |  52 Pagine  |  12 foto B/N  |  13 foto Colore

Torniamo sulla carrozzeria Flying Star. La prima immagine è la sala disegnatori con un tavolo dove è tracciato il disegno di una carrozzeria Flying Star su un telaio di OM. Questo tipo di carrozzeria era assolutamente fuori del comune aspetto delle vetture sobriamente comode, guidate da uno “chauffeur” e che non davano troppo nell’occhio..  Si poteva osare ma si doveva farlo bene. La Flying Star fu fatta bene. Nata per una Isotta Fraschini  fu realizzata oltre che su una OM anche sulle Alfa Romeo 1750, su Fiat 522 spider, su Itala 65, su Alfa Romeo 8C 2,3, su Lancia Astura cabriolet e coupè, su Alfa Romeo 6C 2300 coupè ed altre, con diverse varianti della linea di cintura o delle modanature  a lato del cofano motore o del prolungamento dei parafanghi anteriori o dell’abbinamento dei colori che sottolineavano le curvature.

Numero: 18  |  Anno: 2002  |  64 Pagine  |  23 foto B/N  |  8 foto Colore

Partendo dalla vettura di serie 1500 D la carrozzeria Touring elabora una serie di carrozzerie una più bella dell’altra, senza riportare accenni agli stili già sviluppati su vetture di altre marche. Si parte dai cabriolet 4 posti , per arrivare alle berline a due o quattro porte.  Il frontale si evolve senza una maschera davanti al radiatore ma con o senza prese d’aria a linee verticali al centro ed a linee orizzontali più o meno estese ai due lati del frontale, conservando comunque una linea verticale al centro spesso con la stessa modanatura in gomma chiara, ma in verticale, del paraurti che potevano essere ad una o due lame.  Le illustrazioni seguono, in ordine cronologico, lo sviluppo delle carrozzerie Touring sul telaio Fiat 1500.

Numero: spec. 2  |  Anno: 2002  |  52 Pagine  |  2 foto B/N  |  17 foto Colore

Da una visita, in compagnia di Carlo Felice Bianchi Anderloni al Museo Lamborghini,  nacque il racconto della vita di questo straordinario personaggio dell’automobilismo. Tonino,Il figlio di Ferruccio, mi fece dono di un libro che avrebbe potuto essere anche il mio, Intitolato: Onora il padre e la madre.  Parlando dell’area geografica dove nacque: a Cento, in Emilia si pensa alla fiorente agricoltura di questa terra e ad una industria che, nata all’inizio del secolo, diventa un fenomeno in continuo sviluppo specialmente dopo la fine della seconda guerra mondiale. Qui, fra trattori ed automobili, abbiamo conosciuto la vita di Ferruccio Lamborghini.

Numero: 19  |  Anno: 2003  |  64 Pagine  |  20 foto B/N  |  5 foto Colore

Dopo un riassunto della storia della Citroen ricordiamo le vetture che la Citroen Italia fornì alla regina Elena, la cui carrozzeria fu commissionata alla Touring. Trattiamo poi la nascita della OM quando la  Miari e Silvestri acquistarono la Roberto Zust di Brescia formando le Officine Meccaniche OM per la quale la Touring produsse vetture di grande prestigio sia su telai sportivi che telai di classe più elevata. Giovanni Ansaldo nel 1833 fondò a Genova la omonima società, la società che oltre a produrre cannoni, navi, locomotive, aerei, nel 1919 iniziò la fabbricazione di automobili. La  Touring  realizzò magnifiche carrozzerie su vetture Ansaldo di alto livello come mostra una foto del salone dell’auto di Milano, del 1930.

Numero: 20  |  Anno: 2003  |  64 Pagine  |  19 foto B/N  |  30 foto Colore

A casa di Carlo Felice Bianchi Anderloni, ad Eupilio, cercando fra le cose ricuperate dai suoi vecchi uffici,  sono emersi molti timbri, diversi fra loro secondo l’epoca in cui furono ordinati, ad esempio quando la carrozzeria era ancora in via Lodovico da Breme, con il torrione del Castello Sforzesco di Milano sopra lo stemma della carrozzeria. Oppure con la corona reale dopo che la Touring aveva consegnato due vetture alla regina Elena. Altri timbri aggiungono Superleggera o Brevettata o profilata al vento, altri aggiungono la firma di Bianchi Anderloni.  Finalmente appare: Stabilimento in Nova Milanese. E tanti altri. Vi sono gli stemmi da applicare alle vetture con diverse posizioni e scritture del cartiglio: Touring Superleggera, oppure Touring, oppure Carrozz–Touring, oppure Turinga, oppure lo stemma TP (Pegaso) intrecciati, oppure solo Superleggera e aggiungiamo Aerlux ed altri.

Numero: 21  |  Anno: 2004  |  88 Pagine  |  33 foto B/N  |  18 foto Colore

Il 1900 fu il progetto che risollevò l’Alfa romeo dalle ceneri della guerra. Si diceva : queste nuove vetture sono auto da corsa camuffate da berlina a sei posti. Veramente per entrare in sei occorreva togliersi cappotto e giacca. Poi venne la Sprint con 100 CV e la Super Sprint con 115 Cv che faceva 180 km/h.  L’Alfa Romeo aveva il progettista giusto (Orazio Satta Puliga) al momento giusto e la carrozzeria Touring provò a disegnare una nuova forma, mantenendo le linee base di un frontale Alfa Romeo ma conservando pure le linee della 2500 Villa d’Este sotto i fari.  Nel 1950 si vide il coupè 1900 Sprint con fanalini rotondi. La linea della carrozzeria girava sotto l’apertura del baule. Finalmente nel 1955 La Touring studiò un coupè 2+2 e poi la Super Sprint del 1956 con una linea elegantissima per ornamenti ridotti al minimo e slancio della linea e le proporzioni. Pochi cabriolet, sul talaio della 1900, completarono le realizzazioni della Carrozzeria Touring.

Numero: 22  |  Anno: 2004  |  32 Pagine  |  18 foto B/N  |  – foto Colore

Ritroviamo la carrozzeria Touring durante l’ultima guerra che oltre a lavorare per l’aeronautica fabbricando parti di aereo con sistema Superleggera, progettò le carrozzerie di veicoli elettrici.  In Italia la benzina era riservata solo per i veicoli che dovevano circolare per le necessità dell’industria bellica. Allora si studiarono veicoli, furgoni ed autocarri a batterie.  Qui si descrivono, oltre a vari veicoli, le automobili costruite dalla  Stigler e carrozzate Touring e dobbiamo dire che le linee di questi veicoli sono semplici, aerodinamiche, filanti tanto che potremmo dire che hanno carrozzerie valide ancora oggi, realizzate sfruttando il telaio delle Fiat Ardita senza il motore. Questo è un argomento poco conosciuto nella storia della Touring ma che aggiunge un plauso per quello che i progettisti sino riusciti a fare pur nelle condizioni estreme in cui si viveva in quell’epoca.

Numero: spec. 3-4  |  Anno: 2004

Il libro “IL SIGNOR TOURING” nell’ 80° dalla fondazione della Carrozzeria Touring

Questo Numero Speciale ripercorre alcuni segmenti della vita di Carlo Felice Bianchi Anderloni, (scomparso il 7 Agosto 2003) che poi ha trovato la più ampia e definitiva narrazione nel mio libro “Il Sig. Touring”  Ho raccontato come l’ho conosciuto, i programmi che abbiamo tracciato per la sua nuova creatura, il Registro Touring., ed anche come fu mio testimone nelle nozze con Silvana dopo che due anni prima avevo perso Lucia. E’ vero, non è più con noi, ma le sue opere sono vere opere d’arte, oggi più vive che mai, apprezzate e contese dai collezionisti, quella particolare genia che assicura la sopravvivenza delle opere d’arte.

Numero: 23  |  Anno: 2005  |  116 Pagine  |  35 foto B/N  |  18 foto Colore

Questo quaderno, di ben 116 pagine, tratta di un altro dei capolavori realizzati dalla Touring. Dopo la costruzione dell’alfa Romeo “praho” nasce il disegno di una vettura Lancia. La casa aveva presentato la berlina, Pininfarina il coupè e Zagato la versione Sport.  Nell’Estate del 1958 Bianchi Anderloni fu chiamato da Pesenti che desiderava una versione della Flaminia più leggera, più aerodinamica e più veloce (quasi 200 km/h).  Dopo due settimane il disegno era pronto: un coupè 2 posti che diventava un 2+2 con la GTL. Una linea molto slanciata, due leggere pinne posteriori, i gruppi ottici ed altri dettagli come quelli del “praho”. All’inizio del 1960, dal nuovo stabilimento di Nova Milanese  le scocche finite cominciarono ad essere consegnate alla Lancia al ritmo di 10-15 alla settimana. Poi seguirono le convertibili dotate, a richiesta, di un elegante hard-top.

Numero: 24  |  Anno: 2005  |  52 Pagine  |  10 foto B/N  |  12 foto Colore

L’Alfa Romeo fu il maggior cliente della carrozzeria Touring. Il modello Disco Volante fu fortemente voluto da  Gioachino Colombo. La carrozzeria superleggera era basata su un traliccio di tubi di vario diametro saldato al telaio in modo da ottenere la necessaria robustezza.  I primi 3 esemplari furono  identificati come 1900 C52.  Poi 2 Disco Volante furono dotati di motore 3000.  Altre soluzioni, numeri e sigle seguirono nel tempo.  Il nome Disco Volante nacque spontaneamente vista la forma spaziale della vettura anche perché negli anni ’50 si erano diffuse notizie sulle apparizioni di UFO.

Numero: spec. 5  |  Anno: 2005  |  32 Pagine  |  – foto B/N  |  16 foto Colore

Le vetture presenti, fotografie e descrizioni. Operatori televisivi RAI e TV private. Salita al Santuario S. Giovanni d’Andorno (altitudine 544 m) e poi Bielmonte dove già era scesa la neve. Seguono ritagli di giornali  i cui inviati avevano seguito il nostro percorso del giorno precedente.

Numero: spec. 6  |  Anno: 2005  |  24 Pagine  |  – foto B/N  |  13 foto Colore

Visto il gradimento che ha riscosso tra i partecipanti annotiamo in questo numero speciale fotografie e descrizione di questo raduno. Nel periodo Carolingio, Pomello fu sede di un “comitatus” assegnato in feudo a Manfredo dei Signori di Mosezzo. Nel ‘990 divenne Conte di Pomello Cuniberto, capostipite della famiglia dei Conti Palatini che per due secoli ebbero altissima autorità in quanto rappresentanti in Italia del potere imperiale. La narrazione continua in questo speciale Quaderno, fra le fotografie di Abbazie e Castelli.

Numero: 25  |  Anno: 2006  |  48 Pagine  |  9 foto B/N  |  11 foto Colore

La 815 fu la prima vettura fabbricata in proprio da Enzo Ferrari. Nella ex sede della Scuderia Ferrari, che gestiva le competizioni delle vetture Alfa Romeo, Ferrari nel periodo della guerra fabbricava macchine utensili, parti di aeroplano e progetti di automobili.  Ma negli anni che precedettero l’entrata in guerra dell’Italia Alberto Ascari e Rangoni Macchiavelli gli chiesero delle vetture con cui disputare la Mille Miglia del 1940.  nasce il progetto chiamato 815 (8 cilindri – 1,5 l).  Non potendo, per contratto con l’Alfa, mettere il suo nome, adoperando il telaio della 508C  e sfruttando il più possibile componenti Fiat nacque la nuova vettura. Per a carrozzeria Ferrari chiamò la Touring conoscendo le sue realizzazioni per l’Alfa Romeo in tema di leggerezza, aerodinamica e robustezza. Voleva ottenere una vettura  diversa da ogni altra, che si capisse a prima vista che era una Ferrari e che la carrozzeria fosse chiaramente della Touring Superleggera.  I fatti lo dimostrarono.

Numero: spec. 7  |  Anno: 2006  |  96 Pagine  |  5 foto B/N  |  55 foto Colore

Ci troviamo negli anni ’30, oltre vent’anni dall’invenzione di Gugliermo Marconi. Quasi contemporaneamente alla nascita della radio ed ai suoi progressi abbiamo assistito allo sviluppo del veicolo automobile azionato da un congegno che si chiamava “motore” a partire dalle carrozze senza cavalli dai tricicli e quadricicli, sino alle vetture di oggi. Quanto progresso fu compiuto!  Seguono in 96 pagine le illustrazioni, caratteristiche e la sistemazione a bordo delle Autoradio e delle antenne dal 1930 al 2000.

Numero: spec. 8  |  Anno: 2006

Ripercorriamo la vita della compagna di Carlo Felice attraverso le fotografie che disponiamo. Aveva seguito con trepidazione, nel 1948, il passaggio delle consegne  dall’avvocato Felice Bianchi Anderloni al figlio Carlo Felice. Ha condiviso l’orgoglio di vedere inaugurato il nuovo stabilimento di Nova Milanese e la vediamo felice nei viaggi negli Stati Uniti ed in Australia ricompensata dal vedere come il marito fosse atteso ed accolto ovunque andasse. Fu ancora presente accanto l’autore dei Quaderni del Registro Touring in occasione di un pranzo particolare, il 23 Agosto del 2001.

Numero: 26  |  Anno: 2007  |  76 Pagine  |  25 foto B/N  |  23 foto Colore

Dopo la descrizione della storia della Isotta Frascini, dei personaggi che si sono avvicendati  e delle vicende finanziarie si arriva  al salvataggio dell’azienda da parte del Gruppo Caproni .  Riparte il progetto della Monterosa intrapreso da Luigi Fabio Rapi, durante il periodo della guerra perché si prevedeva, alla vicina fine delle ostilità, la necessità della conversione a lavorazioni civili. Il precedente della Tatra fece pensare ad un motore sempre a 8 cilindri ma in posizione posteriore..  Per realizzare la Monterosa le scelte, il tipo di motore, i pesi, la potenza necessaria, gli ingombri interni ed esterni richiesero  molto tempo.  Restava da stabilire come fabbricare il telaio quindi la nascita e lo sviluppo di questa serie di nuove grandi vetture occupa parecchie pagine. Seguono le avventure occorse durante il collaudo di queste automobili. La commessa alla Touring fu di una berlina a quattro porte e di un coupè, ambedue di colore nero.  Si pensò anche ad una eventuale partecipazione alla Mille Miglia perchè era la corsa più pubblicizzata.

Numero: 27  |  Anno: 2007  |  62 Pagine  |  14 foto B/N  |  21 foto Colore

L’ultimo progetto eseguito dalla Touring fu la Fiat 124 cabriolet. La 124 berlina fu  proclamata “vettura dell’anno” da una giuria internazionale. Veloce e spaziosa, per la sua classe era mossa da un motore relativamente piccolo; 1187 cc. 60 CV, valvole in testa, velocità 140 km/h a cui fece seguito il motore di 1438 cc. da 70 CV, velocità 150 km/h. La carrozzeria Touring chiese alla Fiat un telaio per studiare qualcosa di nuovo ma la Fiat non volle darlo, consegnò invece alla Touring una vettura finita. La nuova 124 cabriolet Touring fu presentata al salone di Torino del 1966 ed ebbe un grande successo di pubblico. Anche Agnelli ne rimase sorpreso dicendo: “avete fatto una vettura meravigliosa”. La Direzione della Fiat France si offrì di acquistarne 10.000. poi ci fu il silenzio (perché probabilmente alla direzione del centro stile e progetti non garbava di essere surclassati da una semplice Carrozzeria privata). La vera storia di questa vettura e le sue fotografie fanno seguito in questo Quaderno.

Numero: spec. 9  |  Anno: 2007  |  48 Pagine  |  – foto B/N  |  37 foto Colore

Si inaugura l Museo delle Comunicazioni, nato ed ingigantito per opera dell’autore, in anni di fatiche e passione, come dice una lapide. E’ un Museo Tecnico e Storico che espone l’inizio ed il progresso di tutti i sistemi escogitati dall’uomo per comunicare con i suoi simili. Non posso elencare tutti i temi svolti perché non basterebbe un’intera pagina.  Non c’è che visitarlo tenendo conto che una visita guidata dura almeno tre ore.

Numero: 28  |  Anno: 2008  |  40 Pagine  |  2 foto B/N  |  19 foto Colore

Il Quaderno inizia con una breve narrazione della storia avventurosa della Bianchi. In campo automobilistico l’Autobianchi aveva in produzione la Bianchina, con l’aggiunta, nel 1965 della Stellina con carrozzeria in vetroresina.  Nel frattempo, 1964, nasce la Primula con l’Autobianchi già entrata nell’orbita Fiat, motore trasversale e trazione anteriore, la prima vettura di progettazione italiana a trazione anteriore. In Inghilterra esisteva la Mini già dal1959.  In effetti la scelta di produrre la Primula presso l’Autobianchi di Desio anziché a Torino, era dettata dal timore che un eventuale insuccesso della trazione anteriore ricadesse sulla Fiat. La Fiat in passato aveva avuto problemi quando provò per la prima volta una trazione anteriore e la Topolino, nata per la trazione anteriore, entrò in produzione con motore anteriore in linea e trasmissione posteriore classica. La Primula invece funzionò benissimo e la Touring presentò la Primula coupè con uno stile innovativo come ben illustrato dalle fotografie.

Numero: spec. 10  |  Anno: 2008

Dagli antichi romani agli autoveicoli a partire da quelli che avevano un paio di lanterne a candela, non per vedere di notte ma per farsi vedere dai passanti, ai fanali ad acetilene e poi ai fari con lampadine elettriche, di foggia adatta allo stile della carrozzeria. 56 pagine di sorprese.

Numero: 29  |  Anno: 2008

La Touring mise a disposizione i suoi tecnici anche nella realizzazione fuori serie di diverse Fiat 508  Balilla coupè, cabriolet e spider 2 posti. Fra le note di Carlo Bianchi Androni si trovano calcoli dei pesi di vetture di serie paragonati ai dati di vetture con carrozzeria Touring.  Le fotografie mostrano chiaramente la differenza fra le realizzazioni Touring e le Balilla delle varie serie. La linea è bassa e filante, il parabrezza è molto inclinato, i parafanghi sono molto allungati e l’impressione che ne ricaviamo spiega come la Touring interpretava  il  suo motto: “il peso è il nemico e l’aria è l’ostacolo”. Le ruote di scorta passano dietro il baule. L’altezza del tetto sia rigido che pieghevole in tela è determinante per raggiungere l’effetto desiderato.  Le diverse carrozzerie portano nomi di pietre preziose: Ametista, Smeraldo. ecc.

Numero: 30  |  Anno: 2009

Numero: 31  |  Anno: 2010  |  48 Pagine  |  44 foto B/N

A partire da questo N° 31, i quaderni del Registro saranno redatti dall’Ing. Giovanni Bianchi Anderloni, L’Autore ha voluto dare il contributo proprio e del Registro alla celebrazione del Centenario dell’Alfa Romeo e, con l’utilizzo esclusivamente di documenti d’epoca, di cui alcuni assolutamente inediti e di grande valore storico, conservati nell’Archivio di Famiglia, ha cercato di descrivere il percorso quasi simbiotico compiuto dalla Touring insieme alla casa del Portello, con la quale ha condiviso numerosi successi tecnici e sportivi. E’ stato dato particolare risalto alla storia sportiva, alla ricerca della leggerezza e della forma aerodinamica culminata con il brevetto del sistema Superleggera, frutto proprio dell’esperienza delle corse. La prima parte copre la storia dalle origini all’esaltante stagione 1938. La Seconda Parte, in preparazione, completerà il ciclo, segnato dalla tragica parentesi della Guerra.

Numero: 32  |  Anno: 2010  |  60 Pagine  |  62 foto B/N

Con questo Quaderno n° 32 continua il contributo del Registro Internazionale Touring Superleggera alla celebrazione del Centenario della Alfa Romeo. Abbiamo visto come la storia industriale e sportiva della Casa Milanese e l’evoluzione stilistica, la ricerca dell’aerodinamica e la riduzione del peso da parte della Carrozzeria Touring siano andati avanti quasi in simbiosi. La fine degli anni trenta vedrà le due Aziende tese verso nuovi traguardi, ma lo scoppio del secondo Conflitto Mondiale provocherà profonde lacerazioni e mutamenti e una vera lotta per la sopravvivenza. Dalle ceneri della guerra nasceranno nuove idee, nuove politiche industriali e sportive, nuovi, prestigiosi modelli di vetture Alfa Romeo carrozzate Touring percorreranno le strade del mondo. Di altissimo valore simbolico la scelta da parte del Registro Italiano Alfa Romeo di inserire il Disco Volante nel monumento commemorativo del Centenario Alfa Romeo, innalzato alla Fiera di Milano e inaugurato il 26 Giugno 2010.
Nella prima Appendice al Quaderno un ricordo di Angelo Tito Anselmi.

Numero: 33  |  Anno: 2011  |  78 Pagine  |  86 foto B/N

Con questo Quaderno n° 33 si conclude il contributo del Registro Internazionale Touring Superleggera alla celebrazione del Centenario dell’Alfa Romeo e la Storia della proficua collaborazione fra l’Alfa Romeo e la Carrozzeria Touring, durata praticamente per tutta la vita di quest’ultima. La ripresa difficilissima dopo il secondo conflitto mondiale, con materiale praticamente obsoleto, la Touring riuscì a raggiungere la massima espressione stilistica con il modello 6C 2500 nelle varie versioni Sport e Supersport e in particolare con la 6C 2500 SS “Villa d’Este”, che ne fu il sublime canto del cigno. La scelta da parte dell’Alfa Romeo di rivoluzionare i propri concetti industriali portò alla nascita del fortunatissimo modello 1900 e alle splendide interpretazioni dei carrozzieri, con in testa la Carrozzeria Touring. Seguirono poi gli spider 2000 e 2600 e la parabola si concluse con la Giulia GTC e la chiusura definitiva delle attività, il 31 dicembre 1966.

Numero: 34  |  Anno: 2011  |  52 Pagine  |  44 foto B/N

I rapporti di collaborazione fra la Maserati e la Touring Superleggera iniziarono alla fine del 1956 e proseguirono fino alla chiusura della Carrozzeria e, nonostante gli alti e i bassi delle ricorrenti congiunture economiche,  furono caratterizzati sempre da una profonda stima reciproca fra il Comm. Orsi, da una parte e l’Avv Ponzoni e l’Ing. Bianchi Anderloni dall’altra. La Maserati 3500 GT fu un fortunato modello, una vera Gran Turismo che univa eccellenti prestazioni a un comfort di marcia riscontrabili solo su berline di alta gamma.

Numero: 35  |  Anno: 2012  |  30 Pagine  |  70 foto B/N

All’inizio degli anni ’60 al modello GT venne affiancato il modello GTi, dotato della stessa meccanica, ma con un impianto di alimentazione a iniezione indiretta  Lucas, che veniva praticamente offerto come optional. La vettura era praticamente identica alla GT, con piccole modifiche alla fanaleria, ai finestrini laterali e poco altro. Il modello 3500 subiva però un rallentamento nella richiesta del pubblico e la Touring, d’accordo con i Signori Orsi, costruirono alcuni prototipi con linee diverse, sempre su meccanica 3500 GTi. Presentati a vari Saloni dell’Automobile (Torino, Parigi e Ginevra) non ebbero il successo sperato e la produzione non fu mai iniziata.

Numero: 36  |  Anno: 2012  |  56 Pagine  |  62 foto B/N

L’evoluzione della ruota da quelle di legno delle carrozze a quelle di metallo per le automobili fu altrettanto rapida dell’evoluzione dell’automobile. Le vetture importanti, di valore e soprattutto quelle sportive, furono presto dotate di ruote che univano alla robustezza anche elasticità e leggerezza. La inglese Roudge  inventò le ruote a raggi per automobili, ma l’italiana Ruote Borrani, che ne fu all’inizio licenziataria, divenne ben presto la leader del settore ed equipaggiò praticamente tutte le vetture costruite dalla Touring Superleggera per tutti i 40 anni della sua storia.

Numero: 37  |  Anno: 2013  |  104 Pagine  |  98 foto B/N

Questo Quaderno è dedicato al ricordo dell’Ing. Carlo Felice Bianchi Anderloni, che dalla morte del padre Av. Felice (giugno 1948) resse con successo la responsabilità tecnica e progettuale delle vetture. Qui si parla in modo particolare della Sua vita dagli ultimi mesi della sua Dirigenza in Alfa Romeo alla Sua scomparsa nell’agosto del 2013, passando per gli anni in cui raccolse grandi soddisfazioni dai più svariati eventi e Concorsi d’Eleganza per auto d’epoca, alla fondazione del Registro Internazionale Touring Superleggera, con le testimonianze di alcuni amici.

Numero: 38  |  Anno: 2013  |  44 Pagine  |  47 foto B/N

L’Alfa Romeo 2000 Spider, la prima vettura Touring studiata e sviluppata partendo da un modello in legno e gesso in scala 1:1, fu anche la prima Touring che, per ragioni di contenimento dei costi, dopo tanti anni, ad essere costruita in lamierati di acciaio, anziché con l’ormai famoso sistema Superleggera, costituito da pannelli in alluminio fissati ad una gabbia in sottili tubi di acciaio. Lo Spider Touring riscosse un notevole successo di pubblico, tanto che ne furono costruiti più esemplari di tutti gli altri modelli (Berlina e GT) messi insieme.

Numero: 39  |  Anno: 2014  |  52 Pagine  |  47 foto B/N

Il Quaderno si apre con un ricordo dell’Ing. Giacomo Tavoletti, scomparso nel Luglio del 2013. Egli fu fra i Soci Fondatori del Registro Touring Superleggera e da subito ne divenne il Conservatore, cioè il Responsabile della raccolta e della registrazione in uno speciale archivio riservato di tutte le vetture carrozzate Touring ancora esistenti al mondo. Dopo la morte dell’Ing. Carlo Felice Bianchi Anderloni, pur mantenendo l’incarico di Conservatore, fu eletto Presidente del Registro, cariche che tenne fino a dicembre 2008, quando si ritirò per motivi di salute. La seconda parte del Quaderno tratta dell’unico esemplare di Coupé AR 2000 Touring, denominato Praho per la inedita forma concava del lunotto posteriore. Infine si parla della AR 2600 Spider, che sostituì la 2000 continuandone il design e il successo di pubblico.

Numero: 40  |  Anno: 2014  |  56 Pagine  |  56 foto B/N

Quasi settimanalmente Giovanni Bianchi Anderloni scartabellando fra documenti, fotografie, vecchia corrispondenza e quanto costituisce l’ “archivio” lasciato dal padre, trova casualmente, magari nascosta fra altre, la traccia di una vettura di cui ignorava l’esistenza e di cui non ci sono più tracce. Questo quaderno raccoglie una serie di fotografie di vetture documentate con fotografie e altro, ma di cui non si sa più nulla. Tuttavia alcune di queste vetture e i loro proprietari hanno generato intrecci importanti, rivelando collegamenti assolutamente imprevedibili, come quello fra la casa Reale d’Egitto e quella di Persia che ha segnato una traccia, quasi un destino, nella vita della Touring lunga quasi quanto la vita della Carrozzeria stessa.

Numero: 41  |  Anno: 2015  |  92 Pagine  |  83 foto B/N

L’importanza della pubblicità, fin dalla fondazione della Carrozzeria Touring, nel 1926, fu sempre tenuta in grande considerazione dai soci fondatori; in particolare Felice Bianchi Anderloni, arricchito dalle esperienze maturate prima con l’Isotta Fraschini e poi con la Peugeot Italiana, era profondamente convinto dell’importanza del veicolo pubblicitario, che porta a conoscenza del grande pubblico i successi conseguiti nei vari Saloni e Concorsi d’eleganza. Le immagini riprodotte denotano uno stile, un gusto e una eleganza particolari, perfettamente in linea con la tradizione di raffinatezza e purezza formale delle creazioni della Touring. Molte immagini provengono dall’archivio Bianchi Anderloni, ma moltissime sono state ritrovate grazie a un accurato lavoro di ricerca condotto dai nostri soci i fratelli Alessandro e Stefano Salvetti.

Numero: 42  |  Anno: 2015  |  68 Pagine  |  67 foto B/N

Prosegue in questo quaderno la storia della pubblicità della Touring attraverso le immagini, molte di esse ritrovate in archivi dimenticati delle riviste d’epoca, in particolare Auto Italiana e Motors, archivi ora di proprietà dell’Editoriale Domus (Quattrorote), sono stati passati al setaccio dai fratelli Salvetti.

Numero: 43  |  Anno: 2017  |  52 Pagine  |  35 foto B/N  |  13 foto Colore

I tecnici della Casa Tedesca BMW, che già avevano assistito alle eccezionali prestazioni della Alfa Romeo 8C 2900 L Berlinetta Aerodinamica alle 24 ore di Le Mans del 1938, verso l’autunno di quell’anno decisero di affidare alla Carrozzeria Touring la progettazione di una vettura analoga, una Berlinetta su telaio 328/2000, da presentare alla corsa Francese del 1939. La vettura si comportò molto bene, vincendo nella propria categoria e giungendo quinta assoluta, tanto che fu deciso dalla BMW di presentarla, con alcuni piccoli aggiornamenti, al Gran Premio di Brescia delle Mille Miglia, cioè all’edizione in circuito, per ragioni belliche, della corsa più famosa del mondo. La BMW Berlinetta Aerodinamica vinse contro le più potenti, ma più pesanti, Alfa Romeo 6C 2500 Spider Corsa. Dopo la guerra la vettura fu venduta negli Stati Uniti, dove profondamente modificata partecipò ad alcune corse, prima di precipitare nell’oblio! Ritrovata, è stata riportata a Monaco di Baviera e una volta restaurata totalmente, è diventata una vera icona della Casa Bavarese, regina in innumerevoli manifestazioni.

Numero: 44  |  Anno: 2017  |  32 Pagine  |  21 foto B/N

Alla fine del 1939, viste le buone prestazioni della Berlinetta alla 24 ore di Le Mans, la BMW decise di realizzare una versione speciale, aerodinamica della 328-2000 spider. Di nuovo si rivolse alla Carrozzeria Touring, sposando i concetti aerodinamici sviluppati da Felice Bianchi Anderloni per i modello AR 6C 2500 Sport “Ala Spessa”. Furono effettuate anche numerose prove su modellini realizzati dai modellisti della Touring, alla Galleria del Vento dell’impianto di Monaco di Baviera (quella di Via De Breme non era ancora pronta!). I risultati furono molto positivi e due vetture 328-2000 Roadster Aerodinamiche vennero costruite prima della fine del 1940. Una delle due vetture si salvò dalla guerra, partecipò ad alcune corse e, ritirata in un garage, vi restò fino alla riscoperta e al restauro. Alla fine degli anni ’40, la vettura fu oggetto di “copiature” e di repliche varie che parteciparono alle corse per vetture sport fino a metà degli anni ’50. Perfettamente restaurata, come la Berlinetta, oggi partecipa a numerose manifestazioni d’auto d’epoca in tutto il mondo.

Seguiranno

Lancia Aprilia
Fiat 124 Cabriolet
OSCA e Nuova OSCA Subaru
Alfa Romeo 8C 2.9
Alfa Romeo 6C Villa d’Este
Maserati Scià di Persia
Museo Daufin
Museo Fraccaro Genovese
Museo Nicolis
Museo Bonfanti